Nel dialetto romagnolo, come nella
lingua italiana, la natura delle azioni viene espressa dal verbo e, attraverso lievi modificazioni della sua forma, possiamo
anche avere informazioni su chi, quando e come ha compiuto l'azione (mangiavamo, noi, ieri; mangeranno,
loro, domani; mangerebbero, loro, oggi, forse).
La serie delle modificazioni
subite dal verbo in funzione della persona, del tempo, del modo in cui l'azione
viene effettuata è abbastanza regolare (obbedisce a regole) e prende il nome di
coniugazione.
In ogni forma verbale distingueremo
una radice (mang), che rimane inalterata e una desinenza
(iavamo, eranno, erebbero) che varia con la persona che compie
l'azione, il modo e il tempo
Il modo può essere indicativo,
congiuntivo, condizionale, imperativo,
participio, infinito.
Il tempo può essere presente,
imperfetto, futuro, passato, trapassato.
La forma infine, che può essere attiva
o passiva, ci permette di comprendere
se il soggetto compie l’azione o la subisce.
Le principali differenze
rispetto all’italiano sono le seguenti:
·
manca il passato remoto;
·
manca il participio
presente;
·
la correzione per lo spostamento dell’accento:
Tutte le forme verbali
dell'indicativo, congiuntivo e condizionale sono precedute da una particella
che varia con la persona (soggetto
obbligatorio). Esempio:
|
ITALIANO |
ROMAGNOLO |
|
io vado |
ei a
vagg |
|
tu vai |
ti t vè |
|
egli va |
lu e
va |
|
|
dove ei è il pronome personale, io in italiano, a
è il soggetto obbligatorio assente in italiano, vagg
è la voce verbale, vado in italiano.
Il soggetto obbligatorio
cambia a seconda della persona e del genere come indicato nella seguente
tabella.
|
PERSONA |
PRONOME PERSONALE |
SOGGETTO OBBLIGATORIO |
|||
|
|
|
|
|
davanti
a consonante |
davanti
a vocale |
|
singolare |
1a |
io |
ei |
a |
a |
|
2a |
tu |
ti |
t |
t |
|
|
3a masch. |
lui |
lu |
e |
l’ |
|
|
3a femm |
lei |
lea |
la |
l’ |
|
|
plurale |
1a |
noi |
nun |
a |
a |
|
2a |
voi |
vu |
a |
a |
|
|
3a masch |
essi |
lor |
i |
i |
|
|
3a femm |
esse |
lorie |
li |
li |
|
Potrebbe sembrare che le
forme verbali abbiano due desinenze, una prima e una dopo la radice; in realtà
il soggetto obbligatorio è una parte separata dal verbo. Infatti le enclitiche
(mi, ti, ci, glielo, gliela) ed altre particelle vanno inserite fra il soggetto
obbligatorio e la voce verbale.
|
ITALIANO |
ROMAGNOLO |
|
io mi lavo |
ei am lev |
|
io ti do |
ei at dagg |
|
essi ci picchiano |
lor ic
mena |
|
noi gliela
diamo |
nun aie den |
|
io gliela do |
ei aila dagg |
|
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Distinguiamo:
|
I verbi ausiliari es ed
avé (essere, avere); |
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|
I verbi regolari della
prima coniugazione; |
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|
I verbi regolari della
seconda coniugazione; |
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|
I verbi regolari della
terza coniugazione; |
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I verbi irregolari. |
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(essere)