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Il museo di Saludecio e del Beato Amato

 

Il piccolo, ma ricco e ben organizzato, museo di arte sacra nato dalla collaborazione tra la parrocchia di S. Biagio e il comune di Saludecio è ospitato nel torrione medievale annesso alla chiesa parrocchiale di S. Biagio, ma ne sono parte integrante anche la chiesa stessa e la cripta.
Suddiviso in due sale, espone nella prima, denominata "sala di Saludecio" importanti pale d'altare provenienti dalle numerose chiese del comune di Saludecio, recuperate e salvate prima della diaspora causata dalle confische napoleoniche. Tra queste si segnala per importanza la tela raffigurante la Processione del SS. Sacramento (1628), opera di Guido Cagnacci, il più importante interprete del Seicento riminese. Nella chiesa si conserva un'altra sua opera, L'Estasi di S. Sisto (1628).
Del primo Seicento riminese e marchigiano il museo conserva, inoltre, la Decollazione del Battista (1635) di Claudio Ridolfi e due tele del suo allievo Girolamo Cialdieri (La nascita della Madonna e la Vergine e il Bambino con S. Giuseppe e il beato Amato in gloria venerati da S. Carlo Borromeo del 1621).
Altra opera degna di nota è il più piccolo quadro raffigurante S. Antonio, opera del pittore saludecese Sante Braschi, figura sfuggente, non ricordata negli elenchi dei pittori compilati in varie occasioni, ma che mostra un tratto decisamente maturo e professionale. Di lui si conserva un'altra tela (Madonna con bambino e santi 1704) collocata a coprire le canne del bell'organo sulla cantoria della chiesa.
Recentemente è stata restaurata una bella Madonna con bambino in cartapesta, del XVIII secolo, corredata dei vestiti di lino e seta.
Sono esposti i disegni di Giuseppe Achilli con il primitivo progetto della chiesa, poi modificato per volere del parroco don Antonio Fronzoni, desideroso di avere una chiesa più grande.
La seconda sala è dedicata al Beato Amato, terziario francescano vissuto a Saludecio del XIII secolo, fondatore di una casa per pellegrini (ora ricovero per anziani) e lui stesso pellegrino tre volte a Santiago de Compostela.
Nella sala, oltre a una gran quantità di ex-voto risalenti a varie epoche, sono esposte le casse che hanno contenuto in diversi momenti il corpo intatto del santo. Quella lignea, risalente al XIII secolo, mostra un interessante intaglio che mostra in pannelli successivi, da leggersi con andamento bustrofedico, le storie del beato e i suoi miracoli.
In una teca sono esposte numerose opere che recano scritti o incisioni relativi al beato Amato, nonché la Positio, l'atto iniziale del processo di canonizzazione.
Tel. 0541981664 (Suor Vittoria)

Ingresso libero
Orario apertura: sabato e domenica pomeriggio (feriali su prenotazione)